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Bagnetto sì, bagnetto no

Il mantello del Maine Coon: natura, cura ed equilibrio domestico

Questo approfondimento si concentra specificamente sul Maine Coon, pur con la consapevolezza che molte delle considerazioni svolte possono rivelarsi valide anche per altre razze feline. La scelta di focalizzarsi su questo splendido gatto nasce dal rispetto per un'analisi accurata e approfondita delle sue peculiarità specifiche.

Le origini e la natura del mantello

La razza si è evoluta nel Nord America, a ridosso delle rigide foreste del Maine, caratterizzate da inverni lunghi e abbondanti nevicate. Per sopravvivere a tali condizioni ambientali, la natura ha dotato il Maine Coon di un abbondante pelo primario (o di "copertura") sulla parte superiore del corpo, lungo la spina dorsale fino all'estremità della coda. In questa zona agiscono in modo particolarmente evidente ghiandole sebacee specializzate nella secrezione di un grasso impermeabilizzante. Questo strato protettivo impedisce all'acqua e all'umidità di penetrare fino alla pelle, preservando la temperatura corporea e proteggendo l'animale da rovi e vegetazione abrasiva.

Sui fianchi il pelo si allunga e si infittisce gradualmente grazie alla presenza predominante del sottopelo, particolarmente folto su gorgiera, torace, ascelle, pancia, inguine e "calzoncini". Il sottopelo possiede una struttura sottile e quasi lanosa, capace di intrappolare piccolissime bolle d'aria: esattamente come accade per i tessuti in microfibra, quest'aria imprigionata crea una barriera efficace contro la dispersione del calore. Allo stesso modo, il sistema offre protezione dal caldo eccessivo, sebbene con un'efficacia minore poiché il calore metabolico dispone di poca superficie per dissiparsi (nonostante le grandi orecchie e gli ampi polpastrelli).

Dalla vita selvatica all'ambiente domestico

In natura, la vita del Maine Coon è dinamica e avventurosa, ritmata da battute di caccia, corteggiamenti, sfide territoriali e cura della prole. In queste condizioni, il consumo naturale di pelo e di sostanza impermeabilizzante è notevole. Utilizzare il ramo basso di un albero come pettine o rotolarsi sull'erba fresca per camuffare il proprio odore comporta un'usura del mantello del tutto differente rispetto alla routine casalinga.

Per un gatto che vive in appartamento diventa quindi necessario ragionare in termini di compensazione. L'ambiente domestico, infatti, non solo rende superflui strumenti evolutivi creati per la vita all'aperto, ma priva il mantello delle occasioni naturali di consumo e attrito. Di conseguenza, la gestione quotidiana deve farsi carico di ristabilire un corretto equilibrio.

La gestione del grasso e del sottopelo

Il grasso cutaneo si deposita in quantità variabile a seconda delle zone del corpo e necessita di essere asportato. In caso contrario, con l'inizio della muta, i peli morti -anziché staccarsi e disperdersi nell'ambiente- rimangono ancorati alla componente grassa. Questo accumulo può generare nodi ampi e piatti molto vicini alla cute, capaci di limitare i movimenti del gatto e di creare un microambiente favorevole allo sviluppo di dermatiti e altre affezioni cutanee.

Per rimuovere il pelo in eccesso è possibile ricorrere a uno slanatore, uno strumento che penetra nel mantello ed elimina il sottopelo prevenendo in parte la formazione di nodi. Lo slanatore ha il vantaggio di tagliare il pelo senza strapparlo, ma presenta lame generalmente molto larghe, risultando agevole solo su alcune zone del corpo.

L'importanza del bagno e della toelettatura

In questo contesto, la pratica del bagno si rivela una risorsa fondamentale. Attraverso l'uso di shampoo specifici è possibile rimuovere l'eccesso di sebo sia dal pelo sia dalla cute, favorendo una corretta ossigenazione e ripristinando un livello di umidità salutare. Inoltre, il lavaggio facilita la caduta e la dispersione dei peli morti, evitando che rimangano intrappolati nel mantello.

Pianificare circa due bagni all'anno, indicativamente in coincidenza con i periodi di muta stagionale, offre notevoli benefici alla salute e al benessere del gatto:

  • riduzione dell'ingestione di pelo: durante l'accudimento quotidiano (grooming), il gatto ingerirà una quantità inferiore di pelo, rendendo sufficiente l'uso di una semplice pasta al malto per favorire il transito intestinale;

  • prevenzione dei nodi: si evita la formazione di infeltrimenti nelle zone di maggiore frizione, come ascelle e inguine;

  • termoregolazione ottimale: il mantello conserva esclusivamente il pelo necessario a una corretta regolazione della temperatura corporea.

 

La gestione dell'igiene e del mantello può essere serenamente appresa e svolta tra le mura domestiche. Dal punto di vista del gatto, condividere un'attività a cui dedica già molte ore al giorno non risulterà strano, a patto di abituarlo gradualmente all'uso del pettine antistatico e della spazzola (che può essere vissuta come un momento di coccola e contatto positivo, anziché come un fastidio legato allo scioglimento dei nodi). In alternativa, ci si può affidare con ottimi risultati alle cure di un toelettatore professionista di fiducia.

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